kisspng-computer-icons-hamburger-button-menu-new-menu-5b34724c3cb0f7.118847511530163788248

4 chiacchiere con…Sonia Candi

Proseguono gli incontri di avvicinamento alla OrasportNight, la Notte bianca dello sport in oratorio che si svolgerà il 21 maggio negli oratori dell’Arcidiocesi di Milano.



Sacrificio, senso di responsabilità, ambizione, sono solo alcuni dei concetti raccontati da Sonia, all’indomani della gara 1 dei Play off Scudetto di A1.

Tra domande e curiosità, tanti spunti di riflessione parlando di sogni, dello spirito di gruppo, dell’importanza del fare sport e degli amici, scavando nella vita e nelle esperienze sportive dell’atleta monzese.

La conversazione inizia parlando del suo ritorno a casa: dopo aver giocato negli ultimi 2 anni a Cuneo, infatti, Sonia è tornata nuovamente a calcare il taraflex dell’Arena di Monza “è sempre una grande emozione tornare a Monza, in un ambiente familiare in cui mi sono sempre trovata bene. Anche quando giocavo con altre casacche, da avversario, ho sempre ricevuto manifestazioni di affetto".

Stavolta però le sensazioni sono diverse: “il gruppo è nuovo, competitivo e gli obiettivi alti e ambiziosi, sarà sicuramente una bella e stimolante sfida”.

Una risposta che permette di ampliare il discorso ad altre considerazioni personali.

Viene naturale chiederle cosa rappresenta e ha rappresentato la pallavolo nel suo percorso di crescita personale e che tipo di sacrifici ha comportato raggiungere i livelli professionistici più alti “sono sempre stata una grande amante della pallavolo, ho sempre visto 1000 partite proprio per la grande passione che ho nutrito per questo sport. All’inizio giocavo per il piacere di farlo, senza avere la prospettiva e l’aspettativa di arrivare in serie A. La massima serie l’ho sempre vista come un obiettivo lontano, che ho iniziato a prendere in considerazione dopo i 18 anni, quando per la prima volta sono andata a vivere da sola fuori casa” E ancora “è fondamentale crederci sempre e andare avanti, con convinzione per la propria strada, anche contrariamente a quello che affermavano gli altri”

L’importanza di sognare e di avere sempre degli obiettivi, lavorando al massimo senza mai sentirsi arrivati: “il mio più grande sogno? Giocare la Champions è stato il coronamento di un percorso sportivo, sperando che possano essercene di altri, a partire dalla semifinale scudetto che ci apprestiamo a giocare contro Novara”

Sogni, che come vedremo in seguito hanno attenuato i tanti sacrifici e le privazioni vissuti da Sonia in età adolescenziale “credo di non aver mai fatto una gita scolastica durante il quinquennio. Di sacrifici ne ho fatti tanti, soprattutto durante un’età critica come quelle delle superiori, in cui ho rinunciato a tanto perchè in quel momento giocavo in 3 squadre, tra serie B e Under. Ma ti assicuro che c’è tanto altro che poi ti ripaga di tutto…”

Concetti chiari, universali, applicabili nello sport quanto nella vita di tutti i giorni: l’obiettivo lo si raggiunge solo se si resta uniti, con caparbietà e facendo gruppo, soprattutto nelle difficoltà.

“Se mi chiedi cosa c’è alla base di ogni vittoria? Alla base di tutto c’è sempre il gruppo e il lavoro di gruppo. Il fare squadra, il rimanere uniti pensando da collettivo e non come singolo, aiuta a vincere proprio per la capacità di migliorare le qualità individuali di ognuno di noi”.

Ancora una volta, lo sport come metafora della vita, “è il lavoro di gruppo a fare la differenza, soprattutto a questi livelli, quando hai l’obbligo di vincere ed essere competitivo, con tante pressioni addosso. Se non si rema in un’unica direzione, alla prima difficoltà il gruppo si sfalda e si disunisce, col rischio di rendere vana una stagione”.

Siamo al momento dei saluti…chiediamo a Sonia che consiglio darebbe ai ragazzi che fanno sport ma anche agli adolescenti di oggi, che dopo due anni di pandemia stanno riscoprendo una nuova socialità “sono stati 2 anni complicati e faticosi che stiamo per superare. Il consiglio che posso darvi è spegnere il telefono, uscire di casa e fare più sport possibile stando a contatto coi vostri coetanei. Create un gruppo che si frequenti anche oltre il luogo di studio e di lavoro. In alcuni casi, è importante buttarsi e fare sport il più possibile, perché ripaga e ci insegna tanto anche nella vita di tutti i giorni.”

Infine un appello ai ragazzi a partecipare all’evento del 21 maggio “Sarà una bellissima serata. Non mancate a Orasportnight perché poi ve ne pentirete. Mi raccomando, mettetevi alla prova e partecipate in tantissimi”.



La testimonianza di Sonia dimostra come, ancora una volta e in questo particolare momento storico, lo sport può fare tanto e deve dare l’esempio, soprattutto alle nuove generazioni: spirito di squadra, collaborazione e scambio con l’altro sono elementi imprescindibili per far fronte alle piccole e grandi sfide che l’esistenza umana, non solo quella sportiva, ci pone.



Senza titolo.png